
Articolo di Annamaria Niccoli
Il regista, Julius Avery, ha trattato l’argomento esorcismo in termini più o meno credibili. Il male, il diavolo, le malattie mentali, l’autosuggestione vengono argomentati in modo superficiale, quasi a rasentare il trash. Il film presentato come un colossal, arricchito di tanti effetti speciali, ma che spesso ha rischiato di uscire fuori dal genere horror. Non si può nascondere che in più parti del film si è corso il rischio di un’azione comica.
I riferimenti filmici sono diversi, in primis “L’Esorcista”, grande opera cinematografica che ha dato origine al genere horror-esoricistico, film che ha terrorizzato generazioni di spettatori.
I riferimenti storici della Chiesa sono molti, ma mal curati, che rendono l’opera filmica poco di credibile. Un Papa (Franco Nero) appare abbastanza agguerrito, comportamento non consono a un pontefice, e poco in sintonia con Chiesa che lui rappresenta. E’ un Papa preoccupato dall’agire di Satana che ha un solo piano di azione, quello di attaccare direttamente il cuore della Chiesa.
Un pianoforte che parte dalla possessione in Spagna di un bambino. La nazione iberica è la destinazione che darà il Papa a padre Amorth. L’esorcista ha il compito di smascherare questo terribile maschio, e quella di salvare il bambino, la famiglia, e la Chiesa. Giunto in Spagna, con una Vespa. Sì, perché noi tutti viaggiamo il continente Europa in motorino! Trova la casa infestata, l’esorcista trova un bimbo gravemente traumatizzato con la sorella adolescente in continuo disaccordo con la madre.
Il personaggio principale, Padre Amorth (Russell Crowe), nel film viene presentato come un personaggio ambiguo, quasi viene difficile identificarlo come un sacerdote, se non fosse per l’abito talare che indossa. Sicuramente il modo di dialogare non è affatto simile a quella del vero padre Amorth, sembra quasi un bullo, tanto da mettere in discussione la sua pratica di “vero” sacerdote dalla “vera” Chiesa. Perchè è stata usata spesso la parola “vera”? Solo chi disconosce il modo d’interloquire, di agire, di pensare, può accettare un personaggio che si atteggia da “essere superiore”. E’ un il film che dà un brutto esempio d’interpretazione attoriale, e di come un argomento particolarmente delicato, come lo è l’esorcismo, non deve essere sviluppato.
Il cinema, di genere horror, ha trattato spessissimo l’argomento Esorcismo. “L’Esorcista del Papa” è l’ennesimo film che può raggiungere una votazione appena sufficiente; ovvero, io ho rischiato la noia.
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