Diritti d’autore AP Photo

Articolo di Annamaria Niccoli

15 settembre 2025

Kabul, Afghanistan – Nella notte, tra il 2 e 3 settembre, la terra di Jalalabad  ha tremato.  Ora le macerie si accumulano,  e una seconda più insidiosa tragedia si abbatte sull’Afghanistan, le donne.

Le scosse sismiche che hanno devastato il territorio, hanno rivelato non solo la vulnerabilità di un Paese già sull’orlo del collasso economico, ma hanno anche messo in luce un sistema di soccorso profondamente compromesso da rigide politiche di genere. Le segnalazioni di donne e ragazze morte sotto le macerie perché i soccorritori maschi, in ossequio a un’interpretazione estrema del regime talebano, non potevano toccarle, sollevano un interrogativo drammatico sulla priorità della vita umana di fronte alle “regole”.
Sono numerose le testimonianze raccolte da agenzie di stampa e organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui l’UNICEF e le agenzie delle Nazioni Unite, che descrivono uno scenario agghiacciante. Nelle aree più remote, i soccorsi per le donne intrappolate sono stati ostacolati da una norma non scritta ma strettamente applicata: il divieto per gli uomini di avere contatto fisico con donne non imparentate. Un principio, questo, che nella sua applicazione più radicale, viene esteso anche a situazioni di estremo pericolo.
“Ci sono stati casi in cui i soccorritori hanno esitato, o hanno dovuto attendere l’arrivo di personale femminile, che è quasi inesistente, perdendo minuti preziosi per salvare una vita,” ha dichiarato a una fonte umanitaria, chiedendo di rimanere anonima.
La presunta base di questa restrizione viene spesso attribuita a una “legge coranica” che vieta il contatto tra uomini e donne. Il Corano, pur incoraggiando la modestia e la separazione dei generi, non impone un divieto assoluto in situazioni di necessità estrema. Il principio islamico stabilisce la che la “necessità”, in alcune circostanze dove vi è rischio di vita, le norme ordinarie possono essere temporaneamente derogate per salvare un individuo. Questo concetto teologico, ampiamente riconosciuto nella giurisprudenza islamica, rende palese come il rifiuto di soccorrere una donna non sia un dettame religioso, ma una distorsione ideologica e politica del regime talebano.
Un Paese già in ginocchio
Questo “apartheid di genere”, come è stata definita da organizzazioni per i diritti umani come Human Rights Watch, non fa che esacerbare una crisi umanitaria già gravissima. In questo contesto, l’ostacolo ideologico ai soccorsi rappresenta l’ennesimo fardello imposto a una popolazione già stremata.

Note:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/in-afghanistan-le-donne-tra-le-macerie-senza-aiuti   (2025-09-06)

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/09/01/forte-terremoto-in-afghanistan-oltre-800-morti-e-1.500-feriti-_3fcfdf25-964c-422a-9e78-4b585c4f8831.html

https://www.corriere.it/esteri/25_settembre_02/terremoto-afghanistan-donne-talebani-fb66edc3-e17d-4ced-8adc-9576408b1xlk.shtml

https://www.amnesty.it/terremoto-in-afghanistan-garantire-aiuti-senza-discriminazioni/

Lascia un commento