
Articolo di Annamaria Niccoli
14 ottobre 2025
Una mattina di lutto e orrore ha squarciato la tranquillità della provincia veronese il 14 ottobre 2025. Un’operazione di sgombero in un casolare agricolo di Castel d’Azzano si è trasformata in una vera e propria strage, costata la vita a tre carabinieri e provocato il ferimento di venticinque persone tra militari, poliziotti e vigili del fuoco. L’evento, di inaudita violenza, ha immediatamente assunto i contorni di un atto doloso, preparato con lucida determinazione dai tre occupanti abusivi della struttura.
L’intervento, scattato su disposizione dell’Autorità Giudiziaria per eseguire un provvedimento di sfratto esecutivo, vedeva impegnati reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, supportati da Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. Questa mattina si sarebbe dovuto recuperare un casolare colonico occupato da oltre un decennio dai tre fratelli Ramponi, due uomini e una donna. Secondo le prime e drammatiche ricostruzioni, i militari erano appena penetrati nell’edificio, presumibilmente dopo aver forzato le aperture per creare vie di sicurezza, quando si è innescata una violentissima deflagrazione.
Il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, giunto sul posto, ha confermato la natura non accidentale dell’esplosione, parlando di un atto inatteso e doloroso: «Dovevamo eseguire un decreto di perquisizione. Carabinieri e Polizia hanno cercato di agire in massima sicurezza ma l’esito è stato molto inaspettato e doloroso». Il boato, secondo le testimonianze, forse di sei bombole, è stato terrificante, radendo al suolo l’intera struttura a due piani e intrappolando sotto le macerie decine di operatori. Testimonianze raccolte sul campo descrivono scene di caos, con i colleghi che si sono immediatamente “buttati a cercare i colleghi sotto le macerie”, operazione resa estremamente difficile dall’instabilità dei detriti e dalla presenza di fumo. Le vittime sono state colpite dalla forte esplosione mentre salivano le scale”
Il tributo di sangue pagato dalle Forze dell’Ordine è pesantissimo. Hanno perso la vita tre carabinieri, tutti in prima linea nell’irruzione:
– Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, 42 anni, in servizio presso il Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Provinciale di Verona;
– Carabiniere Scelto Davide Bernardello, 28 anni, veronese, in forza alla Compagnia di Villafranca;
– Brigadiere Capo Valerio Daprà, 39 anni, originario del Trentino.
Tredici carabinieri, tre poliziotti e un vigile del fuoco figurano tra i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. In totale i feriti risultano essere 25.
Le indagini, coordinate dalla Procura, si sono concentrate immediatamente sulla natura dolosa della strage. I tre fratelli Ramponi, sono stati fermati, con uno di loro rintracciato in un secondo momento, con le accuse gravissime di strage, omicidio volontario plurimo e lesioni aggravate. Uno dei fermati, una donna, sarebbe stata individuata come la possibile responsabile materiale dell’innesco. Già un anno fa, Maria Luisa Ramponi, in una intervista TV, minacciava di “far saltare tutto”.
La scoperta fatta tra le macerie dagli artificieri e dalla Polizia Scientifica ha fornito l’agghiacciante conferma della premeditazione: bombole di gas e bottiglie incendiarie di tipo Molotov. Questa strumentazione rudimentale, ma efficace, suggerisce che l’esplosione sia stata provocata saturando l’ambiente di gas per poi innescarlo. Già in precedenza, in una data antecedente a ottobre e poi a novembre 2024, gli occupanti avevano manifestato una resistenza estrema, aprendo bombole di gas e salendo sul tetto per evitare l’arrivo dell’ufficiale giudiziario.
Gli inquirenti propendono per l’ipotesi di un gesto estremo di resistenza allo sgombero, maturato in un contesto di profondo isolamento sociale e radicalizzazione familiare, escludendo al momento legami con il terrorismo o l’eversione organizzata.
La notizia ha scatenato un’ondata di cordoglio e indignazione ai massimi livelli istituzionali. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso «sconcerto e dolore» per l’accaduto. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che «Il Paese piange tre servitori dello Stato caduti nell’adempimento del dovere», sottolineando il valore e il sacrificio di chi serve la Nazione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di «immensa tristezza», definendo le vittime «eroi». Anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha parlato di un espresso “un dolore immenso“. Il sindacato SIM dei Carabinieri, ha espresso “profondo dolore”.
A livello locale, il sindaco di Castel d’Azzano, Elena Guadagnini, “Esplosione sentita nel raggio di 5 km”;
ha proclamato il lutto cittadino fino al 19 ottobre 2025, definendo l’episodio “una ferita profonda per tutta la comunità” e annunciando iniziative commemorative, tra cui una fiaccolata.
La popolazione, composta da poco più di 13.000 abitanti, è in stato di shock. La reazione popolare è stata caratterizzata da unità, dolore e rispetto, con cittadini che hanno lasciato fiori e messaggi di cordoglio davanti al casolare distrutto e alla caserma locale, manifestando un forte sostegno alle forze dell’ordine.
La tragedia di Castel d’Azzano non è solo un drammatico evento di cronaca nera, ma riaccende con urgenza il dibattito sulla sicurezza operativa per le forze dell’ordine durante interventi ad alto rischio e sull’efficacia delle politiche di mediazione sociale nei casi di occupazione abusiva e isolamento estremo. L’uso di ordigni da parte di civili in contesti di resistenza, sebbene raro, impone una riflessione profonda sui protocolli di sicurezza e sulla prevenzione di atti così radicali.
FONTI:
– Procura della Repubblica di Verona:
– Comunicati Stampa e note investigative relative all’accertamento della natura dolosa dell’esplosione, l’identificazione delle vittime e dei fermati (i tre fratelli Ramponi) e le accuse formulate (strage, omicidio volontario plurimo, lesioni aggravate).
– Ministero della Difesa e Arma dei Carabinieri:
– Note ufficiali di cordoglio, dati anagrafici e professionali (grado, età, reparto di appartenenza) dei tre carabinieri deceduti (Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, Carabiniere Scelto Davide Bernardello, Brigadiere Capo Valerio Daprà).
– Dichiarazioni Istituzionali Nazionali:
– Comunicati e dichiarazioni del Presidente della Repubblica (Sergio Mattarella), della Presidente del Consiglio (Giorgia Meloni), del Ministro della Difesa (Guido Crosetto) e del Ministro della Giustizia (Carlo Nordio), espresse tramite comunicati stampa ufficiali e/o dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa.
– Amministrazione Comunale di Castel d’Azzano:
– Ordinanza sindacale e dichiarazioni della Sindaca Elena Guadagnini (in carica dal maggio 2023) relative alla proclamazione del lutto cittadino (fino al 19 ottobre 2025) e alle reazioni della comunità locale.
– Corrispondenza da Agenti di Polizia e Testimoni Oculari:
– Resoconti e testimonianze dirette raccolte sul luogo della deflagrazione da parte di operatori delle Forze dell’Ordine e soccorritori.
– Polizia Scientifica e Artificieri:
– Verbali di perquisizione e rapporti preliminari sul ritrovamento di materiali esplosivi e incendiari rudimentali (bombole di gas, bottiglie Molotov) tra le macerie.
– Comunicati e Notizie Sindacali:
– Dichiarazioni del sindacato SIM dei Carabinieri.
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