Articolo di Annamaria Niccoli

2 gennaio 2025

Mentre i cittadini vivono in quello che molti definiscono un “genocidio silenzioso”, la sopravvivenza del regime di Kim Jong-un risponde a cinici calcoli geopolitici che rendono quasi impossibile un intervento esterno.

Per l’ONU e la Corte Penale Internazionale, il genocidio ha una definizione tecnica molto ristretta: la distruzione intenzionale di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.
Poiché il regime di Kim Jong-un uccide o imprigiona persone appartenenti al suo stesso gruppo etnico e nazionale, molti giuristi sostengono che manchi l’elemento della “diversità del gruppo”.
Crimini contro l’umanità, questa è l’accusa ufficiale mossa dall’ONU sin dal 2014 e confermata con forza nel rapporto del settembre 2025. Include sterminio, tortura, schiavitù e sparizioni forzate. È una categoria legale altrettanto grave del genocidio, che permette di perseguire i leader per “attacchi sistematici contro una popolazione civile”.  (Hudson Institute e OHCHR)

Nel 2025, si stima che tra i 50.000 e i 70.000 cristiani siano detenuti nei campi. In questo caso, essendoci un obiettivo basato sulla religione, molti esperti ritengono che si configuri il reato di genocidio in senso stretto.
Le “Tre Generazioni”: La pratica di eliminare intere stirpi familiari per il “crimine” di un solo individuo somiglia terribilmente a una volontà di distruzione biologica di gruppi familiari specifici.

L’uso della fame come arma (malnutrizione al 46% della popolazione) e il lavoro forzato nelle miniere sono visti come “condizioni di vita estrema, intesa a provocare la distruzione fisica del gruppo”.

Poiché il Paese è una “scatola nera”, i dati sono stime basate su immagini satellitari e testimonianze dei pochi che riescono a fuggire.
– Detenuti politici: Circa 120.000 persone vivono nei Kwanliso (campi di prigionia politica).
– Morti nei campi: Si stima che oltre 400.000 persone siano morte in questi centri dall’inizio della loro operatività. Solo nel 2024-2025, le esecuzioni capitali sono aumentate per punire chi diffonde contenuti stranieri.
– Un bambino su cinque nel 2025 ha danni permanenti da fame, un dato che compromette il futuro biologico di un’intera generazione.

Nel 2025, Mosca e Pechino bloccano ogni tentativo di deferire Kim Jong-un alla Corte Penale Internazionale. La Russia, in particolare, ora dipende dai soldati nordcoreani per la guerra in Ucraina, rendendo Kim “intoccabile”.
Qualsiasi intervento umanitario armato rischierebbe di innescare una risposta atomica, portando alla morte di milioni di persone a Seoul e Tokyo.
* Il costo dell’integrazione: Nessuna nazione è attualmente pronta a farsi carico del collasso economico di una nazione di 25 milioni di persone malnutrite e indottrinate.

Se tecnicamente i tribunali internazionali preferiscono parlare di “Crimini contro l’umanità senza precedenti nel mondo moderno”, per chi subisce la fame, la tortura nei campi e l’eliminazione della propria discendenza, la parola “genocidio” è l’unica che riesce a descrivere l’entità del dolore.

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