Immagine AI: fonte ADNKRONOS

Articolo di Annamaria Niccoli

20 gennaio 2026

Il piano di ritorsione da 93 miliardi di euro (circa 108 miliardi di dollari) rappresenta la risposta più massiccia mai preparata dall’Unione Europea nei confronti di un alleato storico.

Si tratta di dazi su merci statunitensi definiti durante le precedenti tensioni commerciali e congelati dopo l’accordo dell’estate 2025. Questi dazi colpirebbero un volume di scambi pari a 93 miliardi di euro. La sospensione scade il 6 febbraio 2026, permettendo all’UE di colpire appena cinque giorni dopo l’entrata in vigore dei dazi di Trump.

Per la prima volta, l’UE potrebbe attivare l’ACI, per rispondere a quello che definisce un “ricatto politico” sulla Groenlandia. Questo strumento permette misure che vanno oltre i semplici dazi doganali.

L’obiettivo di Bruxelles è massimizzare il danno economico negli Stati Uniti colpendo settori che hanno un forte peso politico nel bacino elettorale di Trump o che rappresentano i giganti dell’industria americana, come:
Auto elettriche e SUV di grossa cilindrata (es. Tesla, Ford, GM), il Lusso e Lifestyle, Bourbon (Kentucky), motociclette (Harley-Davidson), jeans. Componentistica aeronautica e velivoli commerciali (Boeing). Rispondere alla minaccia sui vettori militari e logistici; Mais, soia e derivati del tabacco. Esercitare pressione sulla base rurale pro-Trump; Restrizioni all’accesso ai mercati pubblici per le Big Tech. Colpire il surplus commerciale USA nei servizi tecnologici.

Il piano da 93 miliardi non è solo una lista di tasse, ma una manovra di deterrenza psicologica presentata a Davos:
Rispondere al 10% di Trump con tariffe speculari o superiori su beni ad alto valore aggiunto.
Per contrastare l’offerta di “acquisto” di Trump, Von der Leyen ha annunciato un piano di investimenti massicci dell’UE per lo sviluppo dell’isola, puntando sulla sovranità danese.
Il rischio è un aumento dei costi per i consumatori europei e una possibile recessione in Germania, il paese più esposto all’export verso gli USA.
L’isolamento commerciale USA  dai mercati europei e la rottura definitiva della catena di approvvigionamento NATO,

Se il 1 febbraio i dazi USA diventeranno operativi, il 7 febbraio l’Europa risponderà con i primi 93 miliardi. Questo lasso di tempo di 6 giorni è l’ultima finestra diplomatica rimasta per evitare un collasso del commercio transatlantico.

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