Articolo di Annamaria Niccoli

21 gennaio 2026

Non è più solo una schermaglia da social network. Quello che si sta consumando tra i corridoi di Cologno Monzese e le aule della Procura di Milano è un vero e proprio conflitto istituzionale e mediatico. Da una parte Mediaset, il colosso televisivo che ha deciso di dire “basta”; dall’altra Fabrizio Corona, l’ex agente dei paparazzi che ha trasformato il suo profilo Instagram e il format “Falsissimo” in una testata d’assalto senza filtri.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione del materiale riguardante Alfonso Signorini e altri vertici aziendali. Mediaset non si è limitata a una querela per diffamazione: ha alzato il tiro chiedendo alla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di applicare una misura di prevenzione personale.
L’obiettivo è drastico: togliere a Corona la sua “arma” principale. L’istanza, firmata dall’avvocato Salvatore Pino per Mediaset e dai legali Domenico Aiello e Daniela Missaglia per Signorini, chiede che all’ex agente fotografico sia vietato l’uso di social network, dispositivi elettronici e piattaforme telematiche. In pratica, un “esilio digitale” forzato per impedirgli di continuare a diffondere contenuti ritenuti lesivi, minacciosi e basati su materiale privato.

La risposta di Fabrizio Corona è arrivata con la consueta irruenza. “Ormai è guerra”, ha scritto via web, accusando l’azienda di voler insabbiare verità scomode attraverso il potere legale. “Racconterò tutta la verità anche su di voi che lo coprite. Per fermarmi mi dovete sparare”.
Al suo fianco, lo storico legale Ivano Chiesa, coadiuvato dall’avvocata Cristina Morrone, ha eretto un muro costituzionale. La strategia della difesa è chiara: gridare alla censura di Stato. Secondo l’avv. Chiesa, chiedere il sequestro dei dispositivi e il divieto di parola nel 2026 è un ritorno a epoche oscure: “La censura preventiva in Italia è morta nel 1946”, ha ribadito con forza, sottolineando come l’uso di codici antimafia per questioni di opinione sia un precedente pericolosissimo.

La tensione è alle stelle per l’udienza fissata per domani, 22 gennaio 2026. I giudici del Tribunale Civile di Milano dovranno decidere su un ricorso d’urgenza:
– Fermare la messa in onda della nuova puntata di Falsissimo, prevista per lunedì 26 gennaio, dove Corona promette rivelazioni definitive.
– Valutare se sussistono i presupposti per oscurare temporaneamente i profili social dell’ex fotografo.

Il caso solleva interrogativi che vanno oltre il gossip. Dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia lo stalking mediatico? Se il tribunale dovesse accogliere le richieste di Mediaset, si creerebbe un precedente per cui un’azienda può “spegnere” la voce digitale di un cittadino. Se dovesse vincere Corona, il confine della privacy dei personaggi pubblici verrebbe definitivamente polverizzato.
La battaglia è appena iniziata, e come dice Corona, “non si fanno prigionieri

– Mediaset denuncia Fabrizio Corona per diffamazione aggravata e minacce. La replica: «Ormai è guerra. Per fermarmi mi dovete sparare» | Vanity Fair Italia https://share.google/Qtj229h8vC0tF2tVb

– Mediaset denuncia Corona e chiede di vietargli l’uso dei social.  Ansa.it https://share.google/30voOIGdsJZg0D87m

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