Articolo di Annamaria Niccoli

22 febbraio 2026

Non è più solo un caso giudiziario. Non è più solo uno scandalo americano. Con un intervento che ha il peso di una sentenza storica, le Nazioni Unite hanno squarciato il velo di ipocrisia che avvolgeva gli “Epstein-files”, trasformando una cronaca nera di lusso in una questione di diritto internazionale. Quello che emerge dalle macerie di milioni di documenti non è il vizio di un miliardario.

Il 16 febbraio 2026, il mondo ha dovuto guardare in faccia l’abisso. Un gruppo di esperti indipendenti dell’ONU, guidato dalla relatrice speciale Reem Alsalem, ha rilasciato una dichiarazione congiunta che non lascia spazio a interpretazioni: il sistema Epstein è stato una “impresa criminale globale”.
La scala degli orrori documentati ha spinto gli esperti a superare la soglia del reato comune. Oggi si parla ufficialmente di Crimini contro l’Umanità. L’elenco è un bollettino di guerra contro la dignità umana:
Schiavitù sessuale e traffico di esseri umani su scala industriale.
Violenza riproduttiva e sparizioni forzate.
Tortura e trattamenti inumani.
Femicidio e sfruttamento sistematico di minori.
L’ONU non ha risparmiato il Dipartimento di Giustizia (DOJ), definendo la gestione della pubblicazione dei file, con l’esposizione accidentale dei dati sensibili di 43 vittime, come una “manipolazione mentale istituzionale” e una brutale seconda vittimizzazione per chi è sopravvissuto a quell’inferno.
Mentre l’ONU pesava le responsabilità legali, il web esplodeva. Dopo il rilascio del 30 gennaio 2026, una parola ha iniziato a correre più veloce delle altre: cannibalismo. Ma cosa dicono davvero le carte?
La realtà è un labirinto di specchi. Nel database di 3 milioni di pagine, il termine “cannibale” appare 52 volte e “cannibalismo” 6 volte. Tuttavia, la verità è più complessa del sensazionalismo da social:
L’origine del mito: Gran parte delle voci nasce da un verbale dell’FBI del 2019, emerso solo ora. Un testimone anonimo raccontava di “sacrifici rituali” e smembramenti a bordo dello yacht di Epstein nel 2000.
Gli stessi agenti annotarono che il testimone non fornì mai prove tangibili.
Le analisi di febbraio 2026 confermano che, sebbene le parole esistano nei verbali degli interrogatori, non esiste alcuna prova visiva o documentale (foto o video) che confermi atti di cannibalismo. Molte “prove” che circolano online sono, paradossalmente, fotogrammi del film horror “Thanksgiving” del 2007.

Se il cannibalismo resta confinato nel territorio delle testimonianze non verificate, lo sfruttamento sistemico è invece scolpito nella pietra dei file.
I documenti svelano un linguaggio in codice agghiacciante: i “massaggi” non erano altro che il paravento per la fornitura di donne e minori, trattati come “regali” o “favori” per blindare la fedeltà di personalità di alto profilo. Un sistema che, secondo l’ONU, è rimasto intatto per decenni grazie a una corazza fatta di corruzione, misoginia estrema e una protezione garantita da oscure “credenze suprematiste”.
La verità degli Epstein-files oggi è un’arma a doppio taglio: da un lato la gravità dei crimini accertati, dall’altro una “strategia del caos” che usa il macabro per distrarre dal cuore del potere.

  • ​#EpsteinFiles2026
  • ​#CriminiControLUmanità
  • #ONU
  • #EpsteinFiles
  • #DirittoInternazionale
  • ​#NessunOmissis
  • #StrategiaDelCaos
  • #GiustiziaPerLeVittime
  • ​#VirginiaGiuffre
  • #TestamentoMorale
    ​. #EliteGlobal
  • ​#LolitaExpress
  • #DOJ
  • ​#ImpresaCriminale
  • ​#VeritàScomode
  • ​#CodiceEpstein
  • ​#AnalisiDocumentale
  • ​#RealtàVsMito

Lascia un commento