Articolo di Annamaria Niccoli

2 marzo 2026

Componenti di Tornado, Amx e C-130 sarebbero finiti in sud America. Buco Nero di Brindisi. 2.500 Componenti di Caccia svaniti nel nulla e la pista del mercato nero in Sud America
Un danno da 17 milioni di euro, dieci indagati tra generali e manager, e un sospetto inquietante: che il cuore tecnologico dell’Aeronautica Militare sia stato svenduto all’estero. Mentre le Procure indagano per peculato, il caso scuote i vertici della Difesa e arriva in Parlamento.

Tra il 2021 e il 2023, dalla base dell’Aeronautica Militare di Brindisi, sono scomparsi nel nulla alcuni pezzi di ricambio  dei velivoli più importanti della nostra difesa aerea. Quasi 2.500 componenti elettroniche strategiche, come: schede elettroniche, sensori, sistemi di puntamento e navigazione, sono scomparse dai magazzini, lasciando un vuoto economico da 17 milioni di euro e una falla di sicurezza nazionale ancora tutta da valutare.

L’inchiesta, coordinata in parallelo dalla Procura di Roma e dalla Procura Militare, è puntata su un meccanismo di frode. Secondo l’ipotesi investigativa, i pezzi venivano dichiarati “fuori uso” e destinati alla rottamazione per giustificarne l’uscita dai registri.
Tuttavia, gli accertamenti hanno rivelato un’anomalia temporale: le certificazioni tecniche che attestavano l’usura dei materiali venivano redatte quando il materiale non era già più fisicamente presente in base. In sostanza, si “rottamava” sulla carta ciò che era già stato portato via. Per questo motivo, dieci persone sono finite nel registro degli indagati con l’accusa di peculato: tra loro figurano alti ufficiali della logistica, generali e manager di Avio Aero (gruppo General Electric), la società incaricata della manutenzione degli aerei.

Il cuore dell’indagine investigativa riguarda la destinazione finale di questo tesoro tecnologico. Gli inquirenti seguono una traccia che porta dritta in Brasile. Non è un dettaglio di poco conto: il Brasile è l’unico partner internazionale, insieme all’Italia, ad aver sviluppato e utilizzato massicciamente il cacciabombardiere AMX.
Con le linee di produzione ormai chiuse da anni, i pezzi di ricambio originali per questi velivoli sono diventati rari e preziosissimi. Si sospetta che Brindisi sia stata utilizzata come un “supermercato illegale” per alimentare un mercato nero internazionale, dove componenti certificate e ancora operative venivano vendute a prezzi di favore per mantenere in volo flotte estere che altrimenti sarebbero rimaste a terra per mancanza di ricambi.

L’Aeronautica Militare ha reagito con una nota di estrema fermezza, assicurando “piena e immediata disponibilità” alla magistratura e l’avvio di una commissione tecnica interna. “Ogni eventuale responsabilità personale sarà trattata con assoluta severità”, fanno sapere dal comando generale.
Ma la vicenda ha già travalicato i confini giudiziari per diventare un caso politico.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, chiedendo chiarimenti urgenti. “Non è un dettaglio amministrativo, ma un fatto gravissimo che tocca la credibilità della nostra filiera militare”, denunciano i parlamentari pentastellati.

Mentre si attende l’esito della “superconsulenza” tecnica che dovrà quantificare con precisione il valore e la tipologia del materiale sottratto, resta una domanda di fondo: come è stato possibile che per tre anni interi un flusso così massiccio di componenti strategiche sia uscito da una base militare senza far scattare alcun allarme?

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