(foto EPA/MOHAMMED SABER)

Articolo di Annamaria Niccoli

23 giugno 2026

“Non possiamo limitarci a contare le vittime di questa tragedia. È giunto il momento di squarciare il velo della ‘complicità silenziosa’ che permette il sistematico annientamento dell’infanzia palestinese: un massacro che, sulla base delle drammatiche evidenze fornite dalle Nazioni Unite, molti osservatori definiscono senza esitazione come un genocidio”.

Superare la soglia dei 20.000 bambini uccisi e 44.143 feriti in soli 23 mesi non è un “effetto collaterale” di una guerra. È la prova tangibile di una strategia che ha normalizzato l’annientamento del futuro di un popolo. Quando scuole, ospedali e rifugi diventano bersagli primari, la distinzione tra “obiettivo militare” e “popolazione civile” svanisce, lasciando spazio a un’intenzionalità che è impossibile non definire criminale.
L’amministrazione Trump, con il suo sostegno incondizionato, non sta solo fornendo copertura diplomatica: sta garantendo l’impunità necessaria affinché questa violenza prosegua senza freni. È una scelta politica che antepone l’alleanza strategica alla vita umana, trasformando la retorica dei diritti umani in un esercizio vacuo e ipocrita.
La “prudenza diplomatica” sbandierata da Bruxelles e nel nostro specifico, di  Roma è, in realtà, si sta dimostrando una forma di codardia politica. Rimanere in attesa o limitarsi a dichiarazioni di circostanza mentre viene documentato il sistematico abuso, tortura e uccisione di minori, per le strade di Gaza o nelle carceri isdraeliane, significa rendersi di fatto complici di questa catastrofe. L’Italia, in particolare, si sta mostrando fuori dai propri valori costituzionali e internazionali, preferendo la salvaguardia di rapporti diplomatici al dovere morale di fermare un massacro in corso.
Siamo di fronte al fallimento istituzionale globale. Le Nazioni Unite (ONU), pur denunciando l’orrore nei loro report, si trovano impotenti di fronte all’arroganza di una potenza che agisce al di fuori di ogni regola, protetta dalle grandi potenze occidentali. Se il diritto internazionale non è in grado di fermare la distruzione deliberata di una generazione di bambini, quindi il futuro di un popolo, allora quel diritto ha smesso di esistere.
Non si può più parlare di “conflitto” quando la sproporzione delle forze in campo è utilizzata per l’eliminazione sistematica dei più deboli. Il silenzio dell’Europa e l’appoggio degli Stati Uniti non sono neutralità: sono le fondamenta su cui poggia questo genocidio. La storia chiederà conto di questa inazione a chiunque, oggi, ha avuto il potere di fermare la mano degli assassini e ha scelto, invece, di guardare dall’altra parte.

Report ONU/UNICEF e impatto del conflitto sui minori in Palestina

https://docs.google.com/document/u/0/d/1l7SJQXtgJGJEObIKh-nijoqrfvVkE5RBTD01UhCBN64/mobilebasic?hl=it-IT&pli=1


ANSA, Il report ONU: “Israele ha preso di mira i bambini di Gaza”, sezione Notizie.


Vatican News, La Commissione d’inchiesta Onu: i bambini di Gaza presi di mira, “è genocidio” –  https://share.google/rneDzFRfizE5uoTqI

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