
foto: https://thedailycases.com
Articolo di Annamaria Niccoli
Il Mostro del Circeo e Ferrazzano: un’analisi tra crimine, psichiatria e sicurezza pubblica
La storia criminale di Angelo Izzo non è una semplice successione di reati, ma una lente di ingrandimento potentissima e tragica sulle faglie irrisolte del sistema penale italiano. Un caso studio che, dalla villa del Circeo a Ferrazzano in Campobasso interroga senza sosta il confine labile e pericoloso tra il principio rieducativo della pena e l’irriducibile pericolosità di un individuo.
Dal Massacro alla Semilibertà: L’Iter di un Fallimento Annunciato
Il 29 settembre 1975, Angelo Izzo, insieme a Gianni Guido e Andrea Ghira, compie uno dei delitti che più hanno segnato l’immaginario collettivo italiano: il massacro del Circeo. Il rapimento, le torture sessuali, le sevizie ai danni di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez (che morirà per le ferite riportate) rivelano una crudeltà premeditata e sadica. Condannato all’ergastolo, Izzo inizia un percorso carcerario costellato da una presunta “redenzione”.
Dopo quasi trent’anni, nel 2004, il Tribunale di Sorveglianza di Roma gli concede la semilibertà. Viene trasferito a Campobasso e autorizzato a frequentare un corso di formazione a Ferrazzano (CB). La decisione si basa su una serie di perizie psichiatriche e psicologiche che dipingono un uomo “cambiato”, ormai estraneo al mostro del 1975. Il sistema valuta la forma, la buona condotta in carcere, la partecipazione a corsi, ma si dimostra incapace di penetrare la sostanza patologica del suo carattere. È il primo, fatale errore di calcolo.
Ferrazzano: La Reiterazione della Ferocia e il Prezzo dell’Ingenuità
Solo sei mesi dopo, il 14 marzo 2005, l’esperimento del reinserimento si trasforma nella sua negazione più sanguinosa. Approfittando degli orari di uscita, Izzo, con la complicità di un conoscente, Luca Palaia, attira in una villetta Maria Carmela Maiorano e sua figlia Valentina, di soli 14 anni. Le violenta e le uccide, per poi seppellirne i corpi in giardino.
L’omicidio di Ferrazzano non è un raptus. È la riprova, metodica e agghiacciante, che la personalità criminale di Izzo non era stata mitigata, ma solo temporaneamente contenuta. Il suo modus operandi, la premeditazione, il ricorso alla violenza sessuale, il doppio omicidio, è una macabra replica degli eventi del Circeo. La società, e in particolare due innocenti, hanno pagato il prezzo di una valutazione ingenua sulla possibilità di “curare” l’incurabile.
Psicopatia pura e l’Incubo della capacità di intendere
Il profilo psichiatrico di Angelo Izzo, emerso in decenni di perizie, è esemplare e, al tempo stesso, destabilizzante per il sistema giuridico. Gli esperti lo hanno descritto come affetto da un “disturbo antisociale di personalità”in forma grave (psicopatia), con marcati tratti di “narcisismo maligno”.
La peculiarità agghiacciante della sua condizione risiede in un paradosso: Izzo non è mai stato dichiarato incapace di intendere e di volere. La sua non era una follia che offusca la ragione, ma una “presunta sanità mentale, ma malata”. Possedeva una lucidità perfetta nel pianificare il male, unita a una totale assenza di empatia, rimorso e senso di colpa. La sua crudeltà era uno strumento di affermazione di un “io” grandioso e parassitario. Un aspetto particolarmente inquietante del suo profilo è la sua capacità di dissociare le proprie azioni da qualsiasi emozione. La totale assenza di compassione è un tratto distintivo della sua ferocia. Questo spiega perché le tradizionali valutazioni sul “recupero”, basate spesso su comportamenti conformisti, fossero destinate a fallire: lo psicopatico è un attore sublime, capace di mimare il pentimento perché comprende intellettualmente che è ciò che il sistema si aspetta, pur non provandolo emotivamente.
La Condanna dell’Italia a Strasburgo
Le conseguenze del caso Izzo travalicano i confini nazionali, trasformandosi in un’umiliazione per lo Stato italiano sul piano internazionale. Nel 2018, la “Corte Europea dei Diritti dell’Uomo” (CEDU) di Strasburgo emette una sentenza esemplare, condannando l’Italia per aver violato l’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione Europea dei Diritti Umani.
I giudici europei stabiliscono che le autorità italiane, concedendo la semilibertà, hanno “trascurato i doveri di protezione” verso la collettività e, in particolare, verso le probabili vittime. Nonostante i precedenti efferati, lo Stato non ha adottato tutte le misure necessarie per prevenire un rischio prevedibile. All’Italia fu ingiunto di risarcire i familiari delle vittime di Ferrazzano con 45.000 euro per danni morali, un atto che sanciva simbolicamente una colpa istituzionale.
Un’ombra lunga sul sistema giudiziario italiano
Il caso Izzo rimane il paradigma di un conflitto irrisolto: da un lato, un nobile principio costituzionale di “rieducazione”; dall’altro, l’evidenza clinica di esistenze per indole irrecuperabili. La sua storia impone una riflessione profonda e scomoda sulla necessità di creare nuovi protocolli di valutazione del rischio, più sofisticati, che integrino la psichiatria forense più avanzata e siano in grado di smascherare la perfetta recita dello psicopatico.
Non si tratta di abbandonare l’idea di rieducazione, ma di applicarla con un realismo spietato, riconoscendo che per una piccola percentuale di criminali la pericolosità sociale è permanente e incomprimibile. La sicurezza dei cittadini, come insegnano Maria Carmela e Valentina, non può essere il prezzo da pagare per un eccesso di fiducia in una redenzione che, in certi casi, è solo un’illusione letale.
Note:
https://youtu.be/xVygr2topJU?si=98wjtgXZa5CoeMgc
https://www.la7.it/atlantide/video/ilaria-amenta-racconta-il-mostro-del-circeo-angelo-izzo-provava-gusto-nel-ricordare-le-violenze-03-05-2023-483467
https://www.railibri.rai.it/io-sono-luomo-nero-angelo-izzo-raccontato-da-ilaria-amenta-la-presentazione-a-roma/
https://lagazzettadelmezzogiorno.it/news/notizie-nascoste/33391/izzo-allo-psichiatra-sono-un-piccolo-uomo.html·(2016-02-02)
https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/la-corte-europea-di-strasburgo-condanna-litalia-per-il-caso-izzo
https://www.lastampa.it/cronaca/2009/12/15/news/izzo-la-corte-europea-condanna-l-italia-1.37052427·(2009-12-15)
https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20.wp
https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/2023/08/03/dal-massacro-del-circeo-a-carol-maltesi-il-sessismo-nei-tribunali_58c8826d-0eae-4d50-8f75-b83c30d49ceb.html·(2023-08-03)
https://www.repubblica.it/cronaca/2009/12/15/news/la_corte_di_strasburgo_condanna_litalia_izzo_non_doveva_avere_la_semiliberta_-1820154/·(2009-12-15)
https://www.ilgiornale.it/news/sisma-umbria-paura-e-danni-niente-vittime.html·(2009-12-16)
https://www.pensamientopenal.com.ar/system/files/2014/12/fallos30688.pdf
https://www.simonaruffini.it/angelo-izzo-il-mostro-che-poteva-essere-fermato/·(2022-07-01)
https://internazionale.camera.it/sites/internazionale/files/osservatorio_cedu/quaderni/QUADERNO_2009.pdf
https://www.istituto-meme.it/wp-content/uploads/2020/03/antiplagio-evitare-la-reiterazione-del-reatoOK.pdf
https://iris.unipa.it/bitstream/10447/95433/1/Tesi Dottorato – Stefano Ciulla.pdf
https://www.simonaruffini.it/angelo-izzo-il-mostro-che-poteva-essere-fermato/
https://www.secoloditalia.it/2023/06/angelo-izzoluomo-nero-analisi-di-uno-psicopatico-la-biografia-del-mostro-del-circeo/
https://www.corriere.it/sette/attualita/23_novembre_11/angelo-izzo-circeo-intervista-883252a2-7d7e-11ee-8bbd-2076da079d53.shtml
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/257059/izzo-uccise-perche-appiccicose-.shtml
https://www.rainews.it/tgr/molise/articoli/2025/04/20-anni-fa-il-duplice-omicidio-di-ferrazzano–4dc6c038-c25d-40cd-86e6-efefeec79407.html
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