Articolo di Annamaria Niccoli

12 maggio 2026

Siamo inondati da milioni d’immagini che vengono visualizzate sugli smartphone, molte di esse sono un cocktail caotico di simboli millenari e algoritmi affilati che stanno riscrivendo le regole del “Sacro”. Non fatevi ingannare: se pensate che l’esplosione del satanismo sui social sia una crisi mistica o un ritorno alla fede, siete completamente fuori strada. Il “maligno” ha smesso di nascondersi nelle catacombe; oggi ha un profilo verificato, milioni di follower e un ufficio marketing che non dorme mai. Benvenuti nell’era in cui l’oscurità non cerca la vostra anima, ma il vostro numero di carta di credito.

Adoratori del male nel senso classico? No, sono solo geni della comunicazione che hanno capito una verità fondamentale, il diavolo è il miglior alleato del marketing politico. Su Instagram e TikTok, il loro è un attivismo fatto di ironia sferzante. Ogni volta che propongono una statua di Baphomet accanto ai Dieci Comandamenti in un ufficio pubblico, non stanno cercando anime, ma visualizzazioni. Per milioni di follower, definirsi “satanisti” è diventato il modo più veloce e “cool” per dire: “Non seguo le vostre regole”.

Basta un colpo di pollice per scivolare nel mondo di TikTok e Instagram, dove l’immaginario esoterico è stato svuotato di ogni significato spirituale per diventare puramente estetico. Candele nere, teschi di caprone e sigilli sono diventati accessori che “stanno bene nel feed”. Per l’80% degli utenti, l’occulto è solo un modo per apparire anticonformisti senza troppi sforzi. È più moda che devozione: una ribellione prêt-à-porter che muove miliardi di visualizzazioni ma nessuna reale convinzione profonda. Candele nere, simboli esoterici e caproni sono usati per esprimere anticonformismo o semplicemente perché “stanno bene nel feed”. È più moda che devozione. Il satanismo “spopola” non tanto come fede religiosa organizzata, i membri effettivi delle varie congregazioni restano una minoranza esigua, ma come brand culturale.

Ora l’indagine si fa sottile e inquietante. Molti leader di community digitali hanno iniziato a dividere i propri seguaci in due fazioni, creando una narrazione che sembra spirituale ma che puzza di segmentazione di mercato:

Gli Esseri Celestiali sono: Anime di luce che cercano armonia e positività. Sono quelli dei cuori bianchi, della perfezione morale.  Essi rappresentano la maschera pubblica sempre impeccabile, mostrando un ideale di perfezione, la morale comune.

Gli Esseri Tenebri sono: Coloro che rivendicano ”l’Ombra”, gli istinti repressi, la rabbia e la sessualità. tutto ciò che la società solitamente reprime. Non sono “cattivi” nel senso biblico, ma si sentono cercatori di una verità più cruda, legati a figure ribelli come Lucifero o Lilith.  Prediligono l’estetica dark, si vestono come cercatori di una verità più “cruda” e meno edulcorata. Questa distinzione fa sentire l’utente appartenente a una élite spirituale. Spesso si è soli e si entra in un trucco algoritmico; ovvero, una volta che ti sei etichettato come “tenebre”, diventi un bersaglio perfetto per il marketing mirato.

Il confine tra seguace e cliente è invisibile, tutti finiranno per sentirsi parte di una “élite” o di una categoria speciale, ma è solo una distinzione puramente estetica. Se sei un “Celestiale”, il mercato ti inonda di cristalli “caricati” e oli essenziali a prezzi folli (un quarzo comune può costare dieci volte tanto se venduto con la promessa della purificazione). Se sei un “Tenebro”, ecco pronti i gioielli esoterici e l’abbigliamento goth-chic dei grandi brand “alternative”. Il vero profitto è nei servizi. Consulti a pagamento, con tariffe che oscillano tra i 50 e i 200 euro l’ora; oppure 100 monete, richieste su TikTok (richieste scritte in chiaro). Il “sacro” e il “profano” sono diventati un prodotto digitali con abbonamento mensile, dove la tua crescita personale è legata a quanto sei disposto a spendere.

In questa giungla, i giganti della Silicon Valley restano a guardare, nonostante le continue richieste di controllo da parte delle Autorità, guadagnano sulla concentrazione di richieste. Se un “Celestiale” e un “Tenebre” litigano nei commenti o durante una live, nonostante vari insulti, cattivi e ingiustificati, l’algoritmo vede “attività”, non blocca i due contendenti.  Il sistema non vuole la verità o la tua elevazione spirituale; vuole solo che tu continui a cliccare.

Non pensate che il fenomeno dell’occulto sia confinato a piccoli gruppi di esaltati. Le multinazionali e icone globali usano l’oscuro come un bisturi per tagliare fette di mercato. “Demon Era” (era dei demoni) di Doja Cat, non si è manifestata come una crisi mistica, ma una manovra di marketing da manuale studiata per scalare le classifiche attraverso lo shock. Case di moda come Dior e Givenchy hanno capito che la “luce” annoia, mentre l’oscurità è “premium”. Perfino il Met Gala 2026 ha consacrato questa tendenza: il diavolo non è più il male, è il capo supremo che veste bene e genera profitti miliardari. Le grandi case di moda hanno capito che la “luce” annoia, mentre l’oscurità è “premium”. Dior (Collezione 2025/2026), ha lanciato il trend della “Dark Romance”. Mescolano pizzo nero, estetica gotica e riferimenti a figure, come le streghe. Meryl Streep e Givenchy, al lancio di The Devil Wears Prada 2 (maggio 2026), l’attrice ha sfoggiato capi Givenchy ispirati a un’estetica “diavolesca” raffinata. Sfilata di Enfants Riches Déprimés, durante la Paris Fashion Week 2026, Special West, Marilyn Manson.

Perché lo fanno? Questi eventi trasformano l’iconografia religiosa e occulta in “Arte”. Una volta che un simbolo diventa “arte”, può essere venduto a prezzi esorbitanti sotto forma di abiti, profumi e lifestyle. Qui c’è la parte davvero “occulta”. Le piattaforme non scelgono una fazione, ma creano il terreno perfetto per il business. Le etichette di “Celestiale” o “Tenebre” propongono algoritmi di Meta e TikTok. Se l’algoritmo ti etichetta come “Tenebre”, ti mostrerà pubblicità di brand di moda, solo di quel settore; se sei “Celestiale”, ti proporrà cristalli da 50€, riti e tant’altro. Le aziende pagano cifre folli, lo fanno perché l’estetica occulta è l’unica rimasta capace di bucare lo schermo in un mondo saturato di immagini banali. Tutto ciò non è satanismo religioso, è “Satanismo Sartoriale”, il diavolo non è il male, è il capo supremo che veste bene.

Vogue Business: “Dark Romance: Why Luxury Fashion is Obsessed with the Occult” – Un’analisi delle sfilate di Dior e Givenchy e del perché l’estetica gotica sia diventata il nuovo “lusso premium”.

The New York Times: “The Satanic Temple’s Fight for Religious Freedom” – Un’analisi dettagliata di come il TST usi il diritto legale e i social per provocare il sistema politico americano.

The Guardian: “Why Satanism is on the rise” – Un’inchiesta che esplora la crescita delle adesioni tra i giovani come forma di ribellione politica.

Wired: “The TikTok Magic Business is Booming” – Un’indagine su come gli algoritmi favoriscano la vendita di cristalli, tarocchi e corsi di “Shadow Work”.

Rolling Stone: “The Rise of the Insta-Cults” – Un articolo fondamentale su come gli influencer creano community chiuse e manipolatorie usando termini come “Esseri di Luce” o “Tenebri”.

Il Sole 24 Ore: “L’economia della polarizzazione: perché lo scontro sui social conviene ai giganti tech” – Per inquadrare il lato economico dei litigi tra community nei commenti.

#SatanismoSartoriale, #BusinessDellOcculto, #AlgoritmoOscuro, #MarketingSpirituale, #InchiestaSocial, #LussoOscuro, #DigitalMarketing, #SocialMediaTrends, #FolliaDigitale,

Lascia un commento