
LECCE – Un’ombra pesante si abbatte sulla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. Un sacerdote di 69 anni, figura nota anche per il suo passato da insegnante di religione, si trova ora agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. L’accusa formulata dalla Procura di Lecce è delle più infamanti: presunte molestie sessuali aggravate su uno studente minorenne.
Il provvedimento restrittivo, eseguito dagli agenti della Squadra Mobile leccese, è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari Francesco Valente, su richiesta del pubblico ministero Erika Masetti. Un’ordinanza nata dalla necessità di contenere il rischio di reiterazione del reato e proteggere la presunta vittima.
Il silenzio si è spezzato quando la giovane vittima, uno studente delle scuole superiori, ha trovato la forza si è confidato con la madre, raccontandole i dettagli di ciò che avveniva nel confessionale.
La donna si è presentata immediatamente in commissariato per sporgere formale denuncia. Da quel momento, le indagini della Squadra Mobile sono scattate a ritmo serrato, ripercorrendo i tempi fra novembre 2025, maggio scorso 2026. L’inchiesta si è focalizzata su almeno tre episodi, durante i quali il parroco avrebbe abusato del proprio ruolo spirituale per compiere le molestie, durante il sacramento della Penitenza.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, davanti al GIP, il religioso ha scelto di respingere categoricamente ogni accusa di violenza o malizia sessuale, offrendo agli inquirenti una versione dei fatti che ha sollevato non poche perplessità investigative.
Il sessantanovenne ha giustificato i contatti fisici parlando di un «rito di purificazione». Secondo la tesi difensiva del sacerdote, sarebbe stato lo stesso giovane a richiedere quell’intervento, poiché intimamente convinto di essere posseduto dal demonio. Una versione che la Procura considera un tentativo di manipolazione della realtà.
Gli investigatori della Questura di Lecce stanno procedendo a tutto campo: viene scandagliato il passato del sacerdote, in particolare il lungo periodo in cui ha svolto l’attività di insegnante di religione nelle scuole; verranno ascoltati i parrocchiani.
Intanto, la Diocesi di Ugento–Santa Maria di Leuca, ha diffuso una nota ufficiale per esprimere il proprio profondo dolore: “Mentre manifesta vicinanza e attenzione verso il giovane e la sua famiglia, la Diocesi chiede perdono per eventuali responsabilità del presbitero. Confida nell’operato della Magistratura, assicura la massima disponibilità e collaborazione nella verifica dei fatti, in conformità alle procedure previste e alla normativa canonica e auspica, al più presto, il chiarimento della dolorosa vicenda”.
Nota di trasparenza giornalistica
Nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione Italiana, il soggetto sottoposto a indagini preliminari deve essere ritenuto innocente sino a un eventuale provvedimento definitivo di condanna. Le dichiarazioni riportate circa il “rito di purificazione” appartengono alla linea di difesa espressa dal legale dell’indagato durante l’interrogatorio di garanzia.
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FONTE:
ANSA (Sede Puglia), Adnkronos, Agi.
LeccePrima, Il Nuovo Quotidiano di Puglia (Edizione Lecce), La Gazzetta del Mezzogiorno (Redazione del Salento), Corriere del Mezzogiorno,
TGR Rai Puglia, Antenna Sud, TeleRama News.
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