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Articolo di Annamaria Niccoli

25 maggio 2026

C’è un filo invisibile, ma robustissimo, che collega il sale grosso di Wanna Marchi venduto a favore di telecamera nel 1995 e lo schermo retroilluminato di uno smartphone che, nel cuore della notte del 2026, propone una “lettura dei tarocchi interattiva e personalizzata tramite algoritmo”. Cambiano i formati, scompaiono le vecchie frequenze delle tv locali, ma il motore immobile resta identico: la monetizzazione della vulnerabilità umana attraverso il pensiero magico. Oggi il fenomeno non urla più dalle emittenti regionali. Ha imparato a sussurrare. Si è rifatto il look, ha adottato la grafica piacevole di Instagram, e l’approccio immediato di TikTok. Benvenuti nel mercato multimilionario degli “influencer dell’occultismo”.

Chi si ricorda gli anni ’90 ricorda un Far West televisivo fatto di linee telefoniche perennemente occupate, maghi in tunica lucida e “teleimbonitori” che facevano leva sul terrore: “Se non compri questo amuleto, la sfortuna colpirà la tua famiglia”. Era un metodo coercitivo, rozzo, visibile. Proprio questa sua visibilità macroscopica lo rendeva aggredibile dalle inchieste giornalistiche e dalle procure.
Nel 2026, il telembonitore si è evoluto in un digital creator empatico. Non minaccia, accoglie. Il palcoscenico si è spostato nei “Link in Bio”, nelle chat Telegram private, nelle dirette streaming.
Il meccanismo di cattura oggi è attento, preciso e mirato. Se stai attraversando un divorzio, una crisi lavorativa o un lutto, non devi più fare zapping sperando in un palcoscenico notturno. È l’algoritmo a trovarti. Basta aver cercato su Google un rimedio per l’ansia o aver guardato per qualche secondo di troppo un video sulla “solitudine” per vedere il proprio feed saturarsi di cartomanti digitali, lettori di registri akashici e guru della manifestazione.

L’elemento più manipolatorio dell’occultismo contemporaneo è la sua veste pseudo-scientifica.
Oggi non si vende la pozione magica; si vende l’”allineamento delle frequenze vibrazionali”. Non si parla di miracoli, ma di “manifestazione quantistica”. La retorica della “Legge dell’attrazione” è stata spinta all’estremo: l’idea che la mente possa letteralmente plasmare la materia e che la povertà, la malattia o l’infelicità siano semplicemente il risultato di “pensieri limitanti” o di una sintonizzazione su “frequenze basse”.
La critica filosofica e psicologica a questo approccio è netta: si tratta di una forma spietata di colpevolizzazione della vittima. Se non guarisci, se non trovi lavoro, se resti solo, la colpa è tua che non stai “vibrando” nel modo corretto. Una narrazione che deresponsabilizza la società, ignora le disuguaglianze economiche e, cosa ben più grave, allontana le persone dalla medicina ufficiale e dalla psicoterapia scientifica.

Seguire i soldi in questa nuova economia dell’assurdo è un incubo per le autorità. Se trent’anni fa c’erano i bollettini postali e i contrassegni, oggi il modello di business è una ragnatela liquida:
Il video inizia con un rito gratuito (“Scegli una carta nei commenti per sapere se ti tradisce”). Serve a pompare l’algoritmo e a selezionare i profili più intercettabili.
Dal video gratuito si passa all’acquisto di un e-book da 9 euro, per poi passare a un abbonamento mensile su Patreon per “contenuti spirituali esclusivi”, fino ad arrivare a consulenze private da centinaia di euro l’ora.
Spesso le transazioni avvengono sotto forma di donazioni, ricariche di carte prepagate o criptovalute, aggirando il fisco e le normative sulla trasparenza dei servizi professionali.
Dietro l’estetica rilassante dei filtri video e di musiche “particolari”, fuori dagli standard comuni di ascolto, si nasconde una pressione psicologica costante. Le community create attorno a questi influencer diventano vere e proprie bolle ideologiche dove il pensiero critico viene sistematicamente ridicolizzato come “energia negativa da allontanare”; oppure completamente bloccate, se nel malaugurato caso dovessero esprimere un pensiero contrario, oppure domande ritenute inopportune al “guru” di turno.

Purtroppo è da denunciare la presenza dei “Guru dell’occultismo” anche nel Dark Web. È lì che possiamo trovare la cassaforte ideologica, che in molti casi,  è da essere considerata criminale. Esso può essere rintracciato nelle reti criptate, principalmente la rete Tor; si trova una realtà molto fredda, ideologica, distacca e pragmatica.

Perché questo fenomeno dilaga proprio ora, nell’era della massima disponibilità tecnologica? La risposta sta nella solitudine di ritorno. L’isolamento sociale, l’ansia per un futuro economico precario e la complessità di un mondo geopoliticamente instabile generano un carico emotivo che la razionalità fatica a gestire in tempi rapidi.
L’occultismo 2.0 offre una scorciatoia cognitiva. Offre risposte semplici a problemi drammaticamente complessi. Ti dice che c’è un ordine nel caos, anche se quell’ordine costa 150 euro a seduta su Zoom.

https://www.facebook.com/annamaria.niccolihttps://www.tiktok.com/@annamarianiccoli?lang=it-IT

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La Repubblica (2001) “Wanna Marchi, le tappe del caso”

Corriere della Sera (2002) “Il mago Do Nascimento e la ditta dei miracoli”

La Stampa (1998) “Pronto, qui il mago: la truffa corre sul filo del 144″***

L’Espresso (2021) “L’oroscopo del click: come i nuovi astrologi hanno conquistato Instagram”

Il Post (2023) “Perché i tarocchi piacciono così tanto ai Millennial e alla Gen Z”
  
Wired Italia (2024) “Algoritmi e tarocchi: la profilazione emotiva su TikTok”
  
Domani (2025) “Il business della manifestazione quantistica: quando la crescita personale diventa truffa”

Valigia Blu (2023) “La trappola della Legge dell’Attrazione e la colpevolizzazione del benessere”

Il Fatto Quotidiano (2026) – “Dalle linee 899 ai link in bio: la ragnatela invisibile dei nuovi sciamani digitali”

Archivio storico del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze)

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