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Articolo di Annamaria Niccoli

17 agosto 2026


Immaginate di aprire una porta invisibile. Al di là non c’è il caos dei social network tradizionali, ma un mondo fatto di codici segreti, linguaggi cifrati, dove la finzione fa da padrona per l’incauto utente. Il “vampirismo sul web” è un argomento per pochi, avvolto da tempo è avvolto da un alone di mistero, che però merita attenzione. Annulliamo quella visione cinematografica, che oramai conosciamo dalla nascita del cinema, per capire cosa accade realmente dietro gli schermi di un PC.

Chi sono, davvero, i “vampiri” del web?


Qui nessuno possiede zanne, o si trasforma in pipistrello all’alba, o vede spuntare ali dietro la schiena a notte fonda. Nel mondo digitale, chi si definisce “vampiro” appartiene a una subcultura ben precisa, divisa in due anime principali: i vampiri culturali e i vampiri energetici.

Chi sono i vampiri culturali?


In parole semplici sono i puristi dell’estetica gotica. Amano la letteratura horror, i romanzi o i film dark. Per loro il vampirismo è una forma d’arte, un travestimento sociale, un modo per ribellarsi alla monotonia del quotidiano indossando abiti di epoca vittoriana e ascoltando musica gotica. Vivono questo argomento come una grande recita collettiva, del tutto innocua (si spera!).

Chi sono i “vampiri energetici”?


Vi è poi questo gruppo di persone che dicono di sentirsi costantemente “scariche” a livello vitale e che, attraverso dinamiche di interazione sociale o empatica intensa, credono di aver bisogno dell’energia altrui per ricaricarsi.
Seguono i vampiri “sanguinarians”, una frangia ancora più ristretta, che sostiene di avere il bisogno fisico (con connotazione fortemente psicologica) di assumere piccole quantità di sangue, di provenienza spesso animale, o anche  umano con consenso e accordo reciproco con i cosiddetti “donatori”. È un mondo microscopico, regolato da rigidi codici interni di sicurezza e igiene. Qui ci troviamo dinanzi al confine sottile tra psicologia e stravaganza (potenzialmente pericolosa).

Perché una persona sente il bisogno di definirsi un vampiro online?

Sono coinvolti spesso molti adolescenti, giovani adulti, e talvolta persone più mature, perché si sentono emarginati, bullizzati o semplicemente fuori posto nel mondo reale, queste comunità online credono di offrire un luogo “sicuro”. È in questi piccoli gruppi che le persone credono di parlare la loro stessa lingua, che non li giudicano. Ciò che le persone normali vedono in superficie sui social media è soprattutto questo: un palcoscenico per esprimere una creatività alternativa e trovare una famiglia “speciale”.
Le cose cambiano radicalmente se ci spostiamo nel Dark Web, quella parte della rete nascosta e accessibile solo con software speciali che garantiscono l’anonimato totale.
Nei forum blindati e nelle chat crittografate di questo sottobosco, il “vampirismo” non è più un gioco, viene vissuto come un’identità rigida e assoluta. Ed è qui che si annidano i veri pericoli: Vivendo esclusivamente in comunità chiuse e autoreferenziali, prive di qualsiasi confronto con il mondo esterno, le persone perdono il contatto con la vita reale e con gli affetti di familiari e amici.
Il pericolo più grande non è il mito in sé, ma i soggetti fragili, magari in un momento di profonda vulnerabilità emotiva, possono imbattersi in autoproclamati “maestri” o “Guru”, che possano manipolarli. Il pericolo non è la creatura della notte, ma la persona in carne ed ossa che, approfitta delle fragilità altrui, usa l’etichetta del vampirismo per circuire, plagiare o isolare un individuo.

Esiste un mercato nero del sangue umano nel Dark Web?

Sì, ma molto raramente per scopi “vampirici”, molto più spesso per traffici criminali tradizionali. Il crimine informatico e sanitario tratta trafugamento di plasma o emoderivati negli ospedali o circuiti di donazione corrotti. Certamente, questi canali non sono affatto pensati per stravaganze esoteriche: la vendita di sangue ed emoderivati risponde a logiche di alto profitto economico. Nessun venditore di alto livello rischia la galera per spedire una sacca di sangue a un utente che gioca a fare il Conte Dracula.
Gran parte degli annunci bizzarri legati a “pozioni di sangue”, “elisir di immortalità” o “sangue di creatura” che si possono leggere online sono truffe, messe in piedi da truffatori e hacker per spillare Bitcoin a soggetti psicologicamente instabili.
La stragrande maggioranza di chi sul web si etichetta come vampiro non consuma sangue fisico, ma pratica il cosiddetto vampirismo energetico, che si consuma nelle chat di gruppo, nei forum o nelle relazioni tossiche della vita reale, dove un individuo “prosciuga” emotivamente l’interlocutore lasciandolo svuotato di energie.

Concludendo, il vampirismo sul web può essere considerato come uno specchio bizzarro della nostra società digitale. Da un lato ci mostra il disperato bisogno dei giovani e degli isolati della società di trovare spazi in cui sentirsi accettati.  Purtroppo la rete, nei suoi angoli più bui e incontrollati, può diventare un terreno fertile per la manipolazione e il disagio psicologico.
Non ci troviamo di fronte a un’epidemia di creature della notte, ma purtroppo intravvediamo lo specchio di un disagio sociale che trova nei Social Media, nei suoi angoli più bui,  un megafono pericoloso.

https://www.latoscurodelweb.it/blog/vamping/?hl=it-IT#:~:text=Arriva%20dagli%20Stati%20Uniti%20un%20nuovo%20termine%3A,raccontarsi%2C%20sentire%20di%20appartenere%20ad%20un%20gruppo.

https://www.latoscurodelweb.it/blog/vamping/?hl=it-IT#:~:text=Rimanere%20collegati%20in%20rete%20fino%20a%20tardi,creare%20una%20sorta%20di%20ipnosi%20diventando%20una

https://www.northernsoul.me.uk/vampires-north/?hl=it-IT#:~:text=Lillith%20and%20Elder%20Vampyre%20are%20both%20members,there%20are%20the%20’Sanguinarians’%3A%20the%20blood%20drinkers.

https://www.reddit.com/r/vampires/s/Tqj3ucujs2

#Vampirismodigitale, #darkweb, #inchiesta,  #subculture,  #cybersecurity,

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