Articolo di Annamaria Niccoli

31 luglio 2026

Una valigia, un passaporto e la porta di casa che si chiude per sempre. Nel settembre del 2015, quando la ventiduenne Michele Grünewald Mijatovic svanisce nel nulla, nessuno può immaginare dove andrà a finire il suo nome. Bisognerà attendere che i server del Dipartimento di Giustizia americano vomitino milioni di documenti declassificati sull’archivio USDOJ EFTA (Epstein Files Transparency Act) per veder riemergere il suo volto. Non tra le memorie d’infanzia, ma nel catalogo di un mercato della carne umana gestito a cavallo tra due continenti.
Quella di Michele non è solo la storia di una vita svanita nel nulla: è la fotografia nitida di come il “sistema Epstein” abbia divorato giovani donne con la complicità di reclutatori famelici e il colpevole disinteresse delle istituzioni.


Nata in Germania da Annett Grünewald e Vlado Mijatovic, Michele è una ragazza solare che sognava il mondo della moda. Quel desiderio di affermazione diventa la sua condanna quando, in un locale notturno di Dubai, conosce  Daniel Siad.
Siad ha 69 anni, si presenta come scout e si muove come un predatore esperto tra la Spagna, il Medio Oriente e la Francia. Vende sogni di copertine e ingaggi stellari a ragazze giovanissime. La realtà, al contrario, parla di manipolazione e terrore.
A rivelare la vera natura di quel rapporto è un ricordo del padre di Michele, Vlado. In una delle ultime telefonate della ragazza, l’uomo sente chiaramente in sottofondo la voce di Siad che urla e sgrida la figlia con ferocia brutalità. La voce di Michele trasuda terrore. Pochi giorni dopo arrivano l’addio improvviso, e l’addio.
Come si è scoperto il nome della modella ventenne nei file del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein? Attraverso la posta elettronica.
Negli archivi declassificati del DOJ americano, il nome di Daniel Siad compare in oltre 1.000 file singoli e quasi 2.000 citazioni complessive; quindi  non era un conoscente occasionale. Siad era un vero e proprio “fornitore”: inviava a indirizzi legati ad Epstein (tra cui la nota casella jeeyacation@gmail.com) schede dettagliate, valutazioni fisiche, fotografie e richieste di finanziamento per spostare le ragazze.
Nel 2014, il nome di Michele entra ufficialmente in questo abietto elenco. Siad invia ad Epstein le foto della giovane accompagnate da una nota che fa gelare il sangue:
“È una ragazza che conosco molto bene, una persona fantastica… La adorerai.”

Nelle e-mail tracciate dagli inquirenti si parla di biglietti aerei, passaporti e spostamenti. Sebbene non vi sia ancora la prova definitiva di un incontro personale tra Michele ed Epstein.
A far esplodere il caso in Europa sono state le inchieste giornalistiche di Der Spiegel, della Süddeutsche Zeitung e del programma televisivo ZDF – Die Spur. I giornalisti hanno setacciato gli oltre 1,3 milioni di pagine del database EFTA, incrociando i codici dei file, i documenti di identità in formato .jpg e il nome di Siad.
Di fronte a un quadro simile dovrebbero scattare indagini immediate. Invece la risposta delle istituzioni tedesche è stato un gelido muro di gomma.
A metà del 2026, la Procura competente in Germania ha rifiutato di aprire un fascicolo penale per mancanza di “sufficienti indizi iniziali di reato” (Anfangsverdacht) commessi sul suolo nazionale. Un cavillo burocratico che sa di ennesimo abbandono per i genitori Annett e Vlado, lasciati soli a battere i pugni contro una giustizia “cieca” e “sorda”.
L’ultimo atto di questa vicenda si è consumato nel luglio del 2026 vicino a Parigi: Daniel Siad, finalmente finito sotto indagine in Francia per violenza sessuale e traffico di esseri umani, è stato trovato morto nella sua abitazione.

Con la morte di Siad si chiude a chiave la bocca dell’unico testimone che sapeva esattamente quale destinazione avesse preso quella valigia nel settembre 2015.
La storia di Michele Grünewald Mijatovic dimostra che i crimini legati a Jeffrey Epstein non appartengono solo ai salotti dorati dell’alta finanza americana, ma toccano le strade d’Europa, alimentati da intermediari senza scrupoli capaci di cacciare nell’ombra le vite altrui. Per la famiglia di Michele rimane un dolore immenso e il sospetto che si fa ogni giorno più pesante: che dietro il silenzio delle istituzioni si celino le colpe di chi ha preferito guardare altrove.

EFTA A01790147,
EFTA A01790129,
EFTA A02518096,
EFTA AO2709605
,

ZDF – Die Spur (Germania, giugno 2026)
“Der Fall Michele: Spurensuche im Epstein-Netzwerk” (Il caso Michele: ricerca di tracce nella rete Epstein).

Der Spiegel
(Germania, 11 giugno 2026)
“German model missing for 11 years named in Epstein files”.


The Straits Times / AFP (11 giugno 2026)
“German model missing for 11 years named in Epstein files: Report”

  
The Guardian (Regno Unito, 25–29 luglio 2026)
“The Epstein fixer found dead in his Paris flat” (Il reclutatore di Epstein trovato morto nel suo appartamento a Parigi).

Daily Maverick (Sud Africa, 26 luglio 2026)
“Death of Epstein’s ‘girl scout’ Daniel Siad in Paris revives international connections”.

USDOJ EFTA (Epstein Files Transparency Act), Department of Justice Public Records / PlainSite Repository.

E-mail tra l’indirizzo mittente attribuito a Daniel Siad e l’account jeeyacation@gmail.com (riferito ad Epstein), contenente gli allegati .jpg del 2014.

NBC
– Modeling Scout Linked to Jeffrey Epstein Found Dead in Paris


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