Articolo di Annamaria Niccoli   (25 maggio 2026)

Quando si discute di violenza di genere, la terminologia viene spesso trascinata nell’arena dello scontro politico, polarizzata tra fazioni che ne alterano il senso originario. Eppure, se spogliamo la discussione da ogni bandiera politica, di destra o di sinistra, ciò che resta è una realtà nuda, fatta di codici penali, dinamiche psicologiche, moventi culturali e, soprattutto, di vite spezzate e famiglie distrutte.

Le recenti dichiarazioni del generale Vannacci, secondo cui “il femminicidio non esiste” e si tratterebbe semplicemente di “un omicidio come tutti gli altri”, sostenendo che la legge debba essere cieca di fronte al genere per non violare la parità, poggiano su un’interpretazione giuridica superficiale e culturalmente miope.
Il ragionamento del generale si arena su un equivoco fondamentale: confondere l’oggetto del reato con il suo movente.
L’omicidio resta, dal punto di vista formale, la soppressione di una vita umana.
L’aggravante di genere, il cosiddetto femminicidio, non crea una corsia preferenziale o una protezione di serie A, ma fotografa una circostanza aggravante specifica, esattamente come il codice penale prevede per i futili motivi, la crudeltà o il legame di parentela e affettività.
Affermare che il “femminicidio” non esista significa ignorare deliberatamente la radice del crimine. Se un uomo uccide una donna durante una rapina finita male, ci troviamo di fronte a un omicidio, come una rapina sfociata in sangue. Ma se un uomo uccide una donna perché lei lo ha lasciato, perché ha rifiutato il suo controllo, o perché rivendica la propria autonomia e libertà di scelta, il movente è radicato in una dinamica di possesso, subordinazione e sopraffazione legata al genere. Ridurre tutto a un generico omicidio significa negare la realtà effettiva del movente.
C’è un cortocircuito logico particolarmente stridente nelle parole del Generale in pensione come: Roberto Vannacci. Nel corso della sua carriera militare, il generale ha comandato e diretto personale anche femminile, inserito a tutti gli effetti nelle Forze Armate e nelle Forze dell’Ordine da tanti anni. Donne che indossano la divisa, affrontano le stesse prove fisiche, professionali e operative dei colleghi uomini e condividono il rischio del servizio attivo.
Dimenticare questo spaccato di realtà sociale, riducendo implicitamente la figura femminile a stereotipi passati o ignorando il contributo fondamentale che le donne offrono ogni giorno alla società al di fuori del perimetro domestico, evidenzia una resistenza culturale a riconoscere la parità reale.
Indagare il femminicidio significa scavare negli abissi relazionali dove il senso di proprietà privata si estende alla persona. Non si tratta di “raptus” improvvisi o di follie estemporanee, sebbene in alcuni casi specifici si intersechino sfumature di natura psichiatrica. Si tratta, molto più spesso, di una patologia del controllo.
Il femminicidio è l’atto estremo con cui un uomo decide di annientare l’esistenza di una donna nel momento in cui quest’ultima rivendica la propria sovranità personale. Quando i maschi capiranno che la parola “femminicidio” non serve a stabilire che una vita vale più di un’altra, ma a descrivere perché quella vita è stata spezzata, forse la società potrà compiere un vero passo avanti.
Le difese corporative della mascolinità “eh, ma si uccidono anche gli uomini” continueranno a fare da scudo a un’emergenza che colpisce in modo asimmetrico le donne proprio a causa della loro identità di genere.
La legge riconosce la specificità della violenza di genere attraverso strumenti mirati (come il Codice Rosso e le aggravanti specifiche), che non fanno sconti a nessuno.
Culturalmente si richiede un profondo esame di coscienza collettivo su come vengono educati i maschi, su come viene insegnato ad accettare i rifiuti e su come si intende il rispetto dell’altro.
“La donna non è una proprietà da custodire né un trofeo da distruggere se decide di andarsene”

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https://www.editorialedomani.it/politica/italia/vannacci-femminicidio-non-esiste-non-serve-reato-apposito-costituente-futuro-nazionale-parita-genere-fmewceno?hl=it-IT

Vannacci: “Il femminicidio non esiste, omicidio come tutti altri. Uomini e donne sono uguali” https://share.google/o59IclHZoOXlHaAr8

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/14/femminicidio-da-avs-al-pd-fino-a-fdi-tutti-contro-vannacci-bongiorno-lega-spero-non-gli-manchi-il-delitto-donore/8419022/?hl=it-IT#:~:text=Il%20leader%20di%20Fn%20%E2%80%9C%C3%A8%20intriso%20di,e%20dei%20suoi%20sodali%E2%80%9D%2C%20scrive%20sui%20social.

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